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Le origini della
maggior parte
dei nostri paesi
sono avvolte
nell’oscurità
dei tempi
antichi.
Sono pochi
quelli che
possono vantare
un atto di
fondazione
storicamente
certo e definire
una data
attendibile,
anche solo
approssimativa,
sulla base di
reperti
archeologici o
antichi
documenti. Bairo
non fa eccezione
ed il primo
documento
ritrovato che lo
riguarda risale
al 973. |

Bairo e La
Bella Dormiente
sullo sfondo |
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Sulla
derivazione del
nome Bairo sono
state proposte
diverse teorie.
La più attendile
lo vuole
derivare dal
nome latino di
BARRIUM, luogo
fortificato, o
anche da BARRIA,
nel significato
di barricata. Il
dizionario di
toponomastica
UTET edito nel
1990 ritiene
valida
l’etimologia
secondo la quale
il nome deriva
probabilmente da
un nucleo di
Baiuvarii, ossia
soldati di
origine bavaresi
posti a guardia
della strada
romea che
passava
attraverso
l’antico borgo
di Reviniacum.
Il ricordo
dell’antico nome
Reviniacum resta
oggi nel nome di
uno dei quattro
cantoni del
paese: Rugne’.
La denominazione
Bairo portata da
questi bavaresi
sostituì la
vecchia
denominazione
che pare
derivasse invece
da un’antica
famiglia del
borgo.
Tra l’altro,
Bairo, appunto
posto
sull'antica Via
Romea tra Ivrea
e Torino,
serviva come
punto di ristoro
per i pellegrini
diretti alla
Città Eterna e
per quelli sulla
via del ritorno.
Nel XIV secolo
Bairo si legò ai
Conti di San
Martino. Dopo i
moti del
Tuchinaggio, ai
quali il borgo
partecipò, il
potere dei San
Martino andò
affievolendosi a
tutto vantaggio
dei Savoia. Nel
1473 la Comunità
da Bairo ampliò
gli Statuti (già
esistenti dal
1409) grazie
alla
disponibilità
della Duchessa
Jolanda di
Savoia. In
questo periodo
visse Pietro
Bairo o De
Bairo, frate
medico
alchimista
vissuto tra il
1468 e il 1558,
ricordato con
una lapide nel
Duomo di Torino.
Medico di fama
europea lasciò
molto presto il
paese per
compiere gli
studi in
medicina,
pagati dal
Vescovo di
Mondovì. Insegnò
all’università
di Torino e fu
medico di corte
dei duchi di
Savoia Carlo
Giovanni Amedeo
e Carlo II.
Scrisse vari
libri tra cui un
trattato sulle
pestilenze ed un
volume unico in
cui raccolse
tutta la scienza
medica allora
conosciuta.Nel
XVII secolo ebbe
fine un lungo
periodo buio e
si diffuse un
tenore di vita
meno miserevole.
Nel 1600 e nel
1700 alcune
famiglie si
distinsero sia
costruendo
edifici sia per
le doti di
studio e di
intelletto dei
propri membri.
Quella che più
si distinse fu
la famiglia
Vagina che nel
1781 ottenne il
titolo di Barone
d’Emarese. Essa
diede vita ad un
setificio i cui
prodotti, di
particolare
qualità, erano
molto apprezzati
sulle piazze di
Londra e di
Lione.
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