Il Palazzo
comunale con il
labirinto di
fieno in
occasione della
festa patronale
Di proprietà del
Notaio Cima
l’edificio fu
acquistato dalla
Comunità il 17
maggio 1873. La
struttura oggi
ospita gli
uffici
municipali, le
scuole
elementari,
l’ufficio
postale, lo
studio medico ed
una sala
polivalente.
Come casa di
civile
abitazione la
costruzione
originaria era
in parte
differente da
quella
attualmente
visibile. Non
esisteva infatti
il loggiato
inferiore mentre,
al piano
abitativo si
accedeva da due
scaloni laterali.
Gli archi che
caratterizzano
il Palazzo sono
detti ARCHI
CANAVESANI ed
hanno una tipica
forma ellittica.
A sinistra del
primo arco
superiore si può
notare un'antica
MERIDIANA sotto
la quale fu in
un primo tempo
collocata la
lapide che
ricordava i
Caduti della
prima guerra
mondiale.
Spostata più
volte
attualmente la
lapide si trova
sotto i platani
di fronte al
comune.
Dove ora vi è
l’ufficio
postale c’era la
Società Agricola
Operaia. Nata
nel 1874 venne
sciolta nel
1992. Nel corso
degli anni la
sua sede venne
spostata in un
edificio vicino
al palazzo.
La piazza risale
al XVII secolo e
fu chiamata
Piazza Nuova per
differenziarla
dall’altra già
esistente.
Successivamente
venne denominata
Piazza Littorio
ed infine Piazza
Comunale.
PALAZZO D'EMARESE
Nel XVIII secolo la
famiglia Vagina divenne
la più ricca e la più in
vista del paese e volle
onorare la ricchezza ed
il prestigio con un
titolo nobiliare. Fu nel
1781 che Vittorio Amedeo
III conferì al Vagina il
titolo di Barone
D'Emarese, piccolo
centro della Valle
D'Aosta nei pressi di
Saint Vincent. Il
Palazzo dei baroni
D'Emarese conserva
tracce di costruzione
cinquecentesca anche se,
nel suo complesso, è
chiaramente
settecentesco; era
formato da più
fabbricati adibiti a
funzioni diverse: La
parte a nord era
destinata ad abitazione
privata, mentre la parte
sud ospitò,
nell'ottocento, la
lavorazione della seta.
Successivamente la
filatura fu spostata in
un palazzo attiguo e
funzionò fino al 1910
circa. In un'altra ala
del palazzo vi era la
distilleria, dove ebbe
inizio la produzione
dell'AMARO BAIRO, voluta
dal barone Eugenio
D'Emarese. Si diffuse la
notizia che la ricetta
fosse stata scritta da
Pietro Bairo, anche se
in realtà molto
probabilmente era
un’antica ricetta che si
tramandava di
generazione in
generazione una famiglia
al servizio dei baroni.
Tutta la struttura fu
poi trasferita alla
periferia del paese,
dove il prodotto venne
fabbricato per oltre un
secolo e la cui
produzione cessò nel
1969. Da quella data la
formula e il marchio
furono acquistati dalla
BUTON, che cambiò il
nome dell’amaro in “Don
Bairo”.
Il cortile era su più
livelli ed al suo
interno fu piantato un
cedro del Libano portato
nel 1855 da un barese al
ritorno dalla guerra di
Crimea. Il maestoso
albero è tuttora
esistente.
Nel 1908 il palazzo
D'Emarese fu acquistato
dai Fratelli Maristi,
una congregazione
religiosa francese, che
vi stabilì il suo
noviziato. Risale a
questo periodo la
costruzione della
galleria che collega la
parte Nord del palazzo,
adibita a camere, con la
parte Sud dove v’era un
grande salone utilizzato
per le funzioni
religiose. Gli archi
della galleria
riprendono lo stesso
motivo di quelli del
piano terreno del
Palazzo a nord e sono di
forma canavesana, come
quelli del palazzo
comunale. Nel 1970 i
Fratelli Maristi
lasciarono il paese e
dal 1977 il palazzo
D'Emarese divenne la
casa di riposo per
anziani "Residence del
Frate".
PALAZZO VESCOVILE
Di fianco alla Chiesa fu
costruito, in epoca
contemporanea a quella
della Parrocchiale
stessa, il Palazzo
Vescovile, oggi
restaurato e trasformato
in domicilio privato. Al
palazzo fa riferimento
la strada che lo
affianca, denominata
appunto Via Salita
Vescovile. Il palazzo
cosiddetto vescovile,
sorge quasi sicuramente
sulle rovine dell’antico
castello dei Conti di
San Martino. La sua
ricostruzione risale al
1711, mentre intorno al
1850 pare che il Comune
di Bairo volesse
acquistarlo per
istituire la scuola
femminile, ma per
mancanza di fondi
dovette rinunciare al
progetto. Venne quindi
acquistato dai Baroni
d’Emarese nel 1855. La
tradizione vuole che
questo palazzo sia stato
la dimora estiva dei
Vescovi di Ivrea, da qui
il nome di palazzo
vescovile, ma non ci
sono documenti che
provino questa
affermazione.
L’attuale proprietario
acquistò il palazzo
dalle sorelle Grea, due
maestre in pensione, nel
1985 data riportata
sulla facciata del
palazzo. La casa si
compone di un corpo di
fabbrica disposto su tre
piani. L’edificio si
presenta lineare e
sobrio, gli elementi
architettonici
conferiscono un aspetto
importante ma non
appesantito da troppi
fregi, in linea con le
caratteristiche tipiche
di residenza di campagna
prestigiosa.
PALAZZO BOGGIO
La costruzione risale al
1600 ed è sita in quella
che sino all’800 si
chiamò Via Nuova. Al
piano terreno,
affacciata sulla via, si
può ancora notare
l’insegna che indicava
la ‘Cantina degli amici’.
All’incrocio di Via
Principe Tommaso con Via
Prale c’era la più
antica piazza di Bairo.
Qui era in funzione un
pozzo, oggi non più
esistente. Sono, però,
visibili tre gradini di
una scala che conduceva
all’interno del palazzo
e che è ora inglobata in
una costruzione più
recente dove, sino agli
anni ’70 aveva sede una
latteria. Sotto l’arco
del palazzo vi è
l’accesso ad un’altra
ala del palazzo con un
grande cortile dov’è
ancora visibile un
vecchio pozzo. In quello
spazio si trovava
l’asilo. Come molte
istituzioni simili,
l’asilo nacque per
iniziativa del parroco,
in questo caso Don Luigi
Gianassi, prevosto di
Bairo dal 1839 al 1884,
anno in cui morì. In
realtà l’asilo venne
istituito nel 1885 dopo
la sua morte poiché nel
testamento egli lasciò
tutti i suoi averi alla
Congregazione di Carità
perché fosse aperto un
asilo infantile. Nel
1936 Don Felice Gioda,
allora Prevosto, donò
una ragguardevole somma
con la condizione che il
proprio nome fosse
inserito nella
denominazione dell’asilo,
che divenne Asilo
Infantile Gianassi-Gioda.
In quello stesso anno
furono chiamate ad
insegnare e a dirigere
l’asilo le Suore del
Cottolengo. Per mancanza
di fondi venne chiuso
definitivamente nel
1979. Attualmente
nell’edificio vi trovano
sede la Pro Loco, il
Gruppo Alpini, la
biblioteca ed un asilo
nido privato.