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Le chiese di Bairo

Bairo potrebbe essere definito “ il paese delle chiesette o delle cappelle ” se tutte quelle di cui si ha notizia esistessero ancora.
CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIORGIO

La nuova Parrocchiale venne costruita sulle rovine della vecchia Chiesa, in realtà di dimensioni ben più ridotte. I lavori di edificazione iniziarono il 17 novembre 1764 e la Chiesa venne consacrata dal Vescovo di Ivrea, Monsignor Pochettini, il 25 settembre 1777. La nuova Parrocchiale, eretta su progetto dell’architetto Bernascone, venne realizzata con l’ausilio della popolazione, che diede inizio ai lavori, coordinata dal barone Vagina D’Emarese. La facciata è in stile barocco, mentre la scalinata di accesso al sagrato, appartenuta alla Chiesa precedente e ampliata per adeguarla alle dimensioni di quella attuale, conserva ancora le vestigia dell’antico edificio. Sul lato destro della Parrocchia si erge un campanile di dimensioni ridotte e si apre una piccola porta di accesso laterale. Entrando in Chiesa, ai lati del portale, sono visibili due lapidi su cui sono incise le principali date relative alla storia dell’edificio. Internamente trovano spazio una navata centrale, su cui spiccano l’Altare Maggiore ed il Coro, e due navate laterali con relativi altari. Nella navata di destra c’è il Battistero dove nel 1921 fu battezzato, tra gli altri Carlo Furno, nominato Cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994. Proseguendo si trova l’altare dell’Immacolata. Nella navata di sinistra si può osservare la grotta con la Madonna di Lourdes e Bernadette a seguire le statue di Sant’Antonio e Santa Rita. Procedendo c’è l’altare in onore al Sacro Cuore di Gesù. L’altare Maggiore risale al 1800: il pavimento a mosaico posto attorno ad esso porta la data del 1834. Il Tabernacolo a cassaforte è del 1950. A far da sfondo vi è un grande quadro in onore a San Giorgio martire, patrono del paese. A destra dell’altare vi è la Sacrestia, mentre a sinistra ci si immette nel corridoio che porta al sovrappasso collegato alla casa parrocchiale. Il pulpito ed i quattro confessionali sono in noce, così i banchi. Sopra il portale d’ingresso è visibile l’organo. Del primo organo risalente all’Ottocento si può vedere la facciata della cassa lignea. In funzione fino al 1914, è stato, in quell’anno sostituito con un nuovo organo della ditta Vegezzi Bossi. Del vecchio organo si utilizzarono le canne in legno, 750 circa. Attualmente il prezioso strumento viene utilizzato durante alcune celebrazioni solenni. Più in alto un vetro cattedrale rappresenta due angeli in preghiera. L’interno della Chiesa, i dipinti dei quattro evangelisti (Giovanni, Luca, Marco e Matteo) e tutto il finto marmo venne restaurato negli anni 1932-33 ad opera del professor Busca, docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e di alcuni suoi allievi.

CHIESA DI SANTA MARTA

Risalente alla fine del 1600, la chiesa era retta dalla Confraternita di Santa Marta, costituita di laici, e fu costruita grazie all’impegno ed alla generosità dei Bairesi. Le Confraternite furono una delle più importanti forme di aggregazione nel XVII secolo. Nel tempo persero di importanza ma intorno agli anni ’30 a Bairo si videro ancora alcuni Confratelli, vestiti di un saio grigio, partecipare alle feste religiose più importanti. Durante la guerra servì da rifugio ad alcuni soldati tedeschi e, nel 1945, a causa dell'esplosione di una bomba, l'interno della Chiesa crollò. Per mantenere un luogo di culto dedicato a Santa Marta si ristrutturò a Cappella la Sacrestia. Dell’originale Chiesa rimane il campanile di forma quadrata. La vecchia struttura della Chiesa che fu prima teatro e poi cinema parrocchiale, è oggi nuovamente teatro.

SANTA MARIA IN ZINZOLANO

Di questa Chiesa, la più antica tra quelle esistenti tutt’oggi nel territorio bairese, si anno notizie già intorno all’anno Mille. Pare che l'antica Chiesa sia stata costruita in seguito all'apparizione della Vergine in un noccioleto, una coltivazione florida in quella zona in quel periodo. Il termine dialettale "NINSOLA" sarebbe poi diventato in italiano "Zinzolano", anche se la stessa area viene definita in modi talvolta soltanto similari. La Chiesa, l'antica, così come la nuova costruzione risalente al 1700 circa, si trova in un punto strategico di quella che era la Via Romea, ben visibile tanto per i pellegrini provenienti da Ivrea e diretti a Rivarolo, quanto per quelli che da Rivarolo intendevano raggiungere Ivrea. Alla Chiesa era annesso un piccolo dormitorio presso il quale i viandanti trovavano ristoro. Pur legata alla Chiesa rivarolese di S. Michele, Santa Maria in Zinzolano godeva in effetti di extra-territorialità poiché non dipendeva dalla diocesi di Ivrea ma direttamente dal Santo Sepolcro. La ricostruzione del XIII secolo, pagata dal Comune, fece seguito a profanazioni ed alle varie guerre succedutesi nei secoli. La Chiesa era custodita da un romito e, attigua all’edificio c’era la sua abitazione. Fulcro della fede per gli abitanti di Bairo, la Chiesa veniva mensilmente raggiunta in processione, e ciò fino ai primi anni del nostro secolo. A testimonianza di questa fede, fino ad alcuni anni fa, l’interno la Chiesa era tappezzato da quadri votivi che erano richiesta o ringraziamento alla Madonna di grazie ricevute. Oggi queste dimostrazioni di una fede autentica e genuina sono conservate nell'adiacente campanile. Pur nel suo piccolo, la Chiesa rispetta la struttura di un più ampio Tempio, in quanto può essere suddivisa in tre navate. In quella centrale spicca l'Altar Maggiore circondato da uno splendido coro, mentre la navata di destra contiene un altare dedicato alla Madonna e quella di sinistra uno dedicato a San Giuseppe. Da circa 30 anni la Chiesa è stata restituita al suo antico splendore grazie agli interventi della Fraternità religiosa di Nazareth.

 
SAN ROCCO e SAN SEBASTIANO

Il XVII secolo è stato il periodo delle grandi epidemie di peste. Per sfuggire al contagio si ricorreva all’aiuto del Cielo realizzando una chiesa od una cappella. In questi frangenti si ricorreva per lo più a San Sebastiano e a San Rocco. Ed a loro furono dedicate due cappelle quando, nel 1600 la peste invase le cascine ma non il paese, in seguito  ad un voto dei Bairesi. Sia la cappella di San Rocco sia quella di San Sebastiano sono poste alla periferia del paese, su strade principali. Vicino al Cimitero di Bairo, sulla strada che porta a Castellamonte, si trova la Cappella di SAN ROCCO. Risalente al 1600 divenne, a partire dal 1848 la chiesa del cimitero. Sino ad allora il cimitero era sito in mezzo al paese, vicino alla Chiesa Parrocchiale. La Cappella di San Rocco ha un altare centrale con relativo quadro raffigurante San Rocco e San Bernardo. La Cappella di SAN SEBASTIANO, sulla strada verso il Mulino, fu chiusa al culto per le sue precarie condizioni nel 1937 da Don Casa. Negli anni ’60 venne ristrutturata e riaperta per volontà di Don Pierino Guglielmino.

 

LE CHIESE SCOMPARSE

Bairo potrebbe essere definito “ il paese delle chiesette o delle cappelle ” se tutte quelle di cui si ha notizia esistessero ancora. Di due di esse in particolare si sono perse le tracce, anche se ne possiamo orientativamente stabilire l’ubicazione. Parliamo infatti della Chiesa di San Pietro che doveva trovarsi pressoché di fronte alla Chiesa di Santa Maria in Zinzolano; lo confermerebbe il fatto che in quella area esiste un campo denominato “ di San Pietro ”, oggi proprietà di un privato. L’altra Chiesa, di cui si sono praticamente perse le tracce, sarebbe stata lungo la direttrice per Castellamonte. Era dedicata a Sant’ Orso e della sua esistenza, probabilmente intorno agli anni 1000-1300, ne sono ancora oggi testimonianza una zona agricola denominata “Sant’Orso”, una cascina definita “ ’d la gesia ” ( della chiesa ) ed alcuni reperti archeologici. La cascina si trova lontano dall’abitato di Bairo, orientativamente verso Castellamonte, ed il suo appellativo non avrebbe ragion d’essere se lì intorno non vi fosse stata una Chiesa.
 

 
   
 
 
   
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